26.12.05
Colloquio di licenziamento
* Racconta, racconta bene ché questa mi pare ai limiti della magia nera
* Vigilia di Natale, vado a mangiare dai parenti. Giornata gonfia di pioggia, attraverso, volutamente, il parco dove c'è sempre un battuage intenso di sposati e stravelati che cercano uomini fra una commissione e l'altra per la moglie. E' un posto che avevo mostrato a N, e lui mi aveva detto: mi sembra il tipico posto per svuotarsi i coglioni.
* Ci sei passato?
* Lo faccio, quando sono in questo stato d'animo.... ma non siamo qui per giustificarci, queste sono cose che si fanno. Entro, in auto, e dopo un po' vedo una macchina che appena mi vede inchioda.
Inverto la marcia e l'avvicino, scopro che e' la targa della sua auto, di N, è lui.
* Ma non viveva lontano?
* Ha parenti nella mia città anche lui. Era appena arrivato, mi dice, e andando a casa ci era entrato: è la seconda volta che ci vengo, mi fa, e devo capire che ha scopato la' e altrove, anche mentre stava con me.
* Scusa, non gli hai spaccato la faccia?
* Ma che dici? Mi sono vergognato per prima cosa.
* Vergognato di che?
* Di essere la' , ero stato scoperto da lui, la mia "recita" di amante travolta dal dolore della perdita si perdeva in una vialetto urbano di battuage.
* C'era anche lui là e non per la prima volta
* E infatti il secondo sentimento è stata la gelosia.
* E il terzo?
* Il terzo è una cosa complicata ed è il suo, di N, capolavoro. Mi fa: "Ero preparato a incontrarti", come per dire, sapevo che eri qui ma anche: sono venuto a cercarti. Ma aveva un'espressione stravolta, imbarazzata, ma soprattutto assente. Lui dal 22 novembre non è piu' dove sono io.
* Angeli nel fango
* Ho sperato di averlo ritrovato, l'ho baciato a lungo mentre gli altri frequentatori ci guardavano, ma nella sua bocca c'era la passività del violentato. Non mi voleva. Ho fatto un comizio di tutte le mie ragioni, proponendogli di tornare insieme, a qualsiasi costo per me, anche il piu' alto.
* L'euforia è sbollita subito.
* Ci eravamo detti che ci saremmo visti oggi, ma ha avuto cura di tacere per due giorni. Ieri gli mando uno sms: "Questo silenzio significa che non vuoi vedermi?" Risposta: avrebbe senso vederci solo per rimettersi insieme, ma io non voglio tornare sui miei passi.
* Cioè lui è venuto a dirtelo, di persona.
* Meglio lo ha fatto sucedere nella natura.
* Eh?
* Mentre eravamo la' è sprofondata un'auto nel fango, son venuti i pompieri per tirarla fuori, ma quella affondava. Lui mi ha detto, alludendo ad altre cose simili del passato: lo vedi cosa siamo capaci di far succedere noi due insieme? Disastri"
* E tu?
* Io devo riconoscere che ha ancora vinto lui. Quell'incontro e il rifiuto successivo per me sono stati come una chrirurigia che lui è venuto a completare, un'amputazione che finalmente sento anche mia. Qualcosa mi si e' rotto dentro, il filo che io solo tenevo teso si e' spezzato.
* Opera sua?
* Di chi se no? Ma non posso odiarlo. E' un genio che ha attraversato la mia vita e ora mi abbandona. Questa sua capacità di produrre per me una realtà romanzesca, auto che sprofondano mentre siamo entrambi la' per una pompa e ci si incontra per caso e dalle pompe si passa ai pompieri.
* Un genio che va a battere.
* Tutti vanno a battere
* Ora come stai?
* Non ho dormito, tornero' al parco. Ma il dolore si somma al dolore, ormai mi sento un bidone di dolori diversi che si sono stratificati come aringhe pressate in un barile.
* L'aringa del dolore.
* Ci vorrebbe un anestetico, o il sonno, ma io ormai non dormo più.
* Vigilia di Natale, vado a mangiare dai parenti. Giornata gonfia di pioggia, attraverso, volutamente, il parco dove c'è sempre un battuage intenso di sposati e stravelati che cercano uomini fra una commissione e l'altra per la moglie. E' un posto che avevo mostrato a N, e lui mi aveva detto: mi sembra il tipico posto per svuotarsi i coglioni.
* Ci sei passato?
* Lo faccio, quando sono in questo stato d'animo.... ma non siamo qui per giustificarci, queste sono cose che si fanno. Entro, in auto, e dopo un po' vedo una macchina che appena mi vede inchioda.
Inverto la marcia e l'avvicino, scopro che e' la targa della sua auto, di N, è lui.
* Ma non viveva lontano?
* Ha parenti nella mia città anche lui. Era appena arrivato, mi dice, e andando a casa ci era entrato: è la seconda volta che ci vengo, mi fa, e devo capire che ha scopato la' e altrove, anche mentre stava con me.
* Scusa, non gli hai spaccato la faccia?
* Ma che dici? Mi sono vergognato per prima cosa.
* Vergognato di che?
* Di essere la' , ero stato scoperto da lui, la mia "recita" di amante travolta dal dolore della perdita si perdeva in una vialetto urbano di battuage.
* C'era anche lui là e non per la prima volta
* E infatti il secondo sentimento è stata la gelosia.
* E il terzo?
* Il terzo è una cosa complicata ed è il suo, di N, capolavoro. Mi fa: "Ero preparato a incontrarti", come per dire, sapevo che eri qui ma anche: sono venuto a cercarti. Ma aveva un'espressione stravolta, imbarazzata, ma soprattutto assente. Lui dal 22 novembre non è piu' dove sono io.
* Angeli nel fango
* Ho sperato di averlo ritrovato, l'ho baciato a lungo mentre gli altri frequentatori ci guardavano, ma nella sua bocca c'era la passività del violentato. Non mi voleva. Ho fatto un comizio di tutte le mie ragioni, proponendogli di tornare insieme, a qualsiasi costo per me, anche il piu' alto.
* L'euforia è sbollita subito.
* Ci eravamo detti che ci saremmo visti oggi, ma ha avuto cura di tacere per due giorni. Ieri gli mando uno sms: "Questo silenzio significa che non vuoi vedermi?" Risposta: avrebbe senso vederci solo per rimettersi insieme, ma io non voglio tornare sui miei passi.
* Cioè lui è venuto a dirtelo, di persona.
* Meglio lo ha fatto sucedere nella natura.
* Eh?
* Mentre eravamo la' è sprofondata un'auto nel fango, son venuti i pompieri per tirarla fuori, ma quella affondava. Lui mi ha detto, alludendo ad altre cose simili del passato: lo vedi cosa siamo capaci di far succedere noi due insieme? Disastri"
* E tu?
* Io devo riconoscere che ha ancora vinto lui. Quell'incontro e il rifiuto successivo per me sono stati come una chrirurigia che lui è venuto a completare, un'amputazione che finalmente sento anche mia. Qualcosa mi si e' rotto dentro, il filo che io solo tenevo teso si e' spezzato.
* Opera sua?
* Di chi se no? Ma non posso odiarlo. E' un genio che ha attraversato la mia vita e ora mi abbandona. Questa sua capacità di produrre per me una realtà romanzesca, auto che sprofondano mentre siamo entrambi la' per una pompa e ci si incontra per caso e dalle pompe si passa ai pompieri.
* Un genio che va a battere.
* Tutti vanno a battere
* Ora come stai?
* Non ho dormito, tornero' al parco. Ma il dolore si somma al dolore, ormai mi sento un bidone di dolori diversi che si sono stratificati come aringhe pressate in un barile.
* L'aringa del dolore.
* Ci vorrebbe un anestetico, o il sonno, ma io ormai non dormo più.